Guardare oltre: il racconto della masterclass “Cinema e disabilità” al Milano Film Fest

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Quando la disabilità non è un tema ma una presenza: al centro, le persone e le loro storie autentiche

Festival del Cinema Nuovo sarà tra i grandi protagonisti del Milano Film Fest 2025, con un doppio appuntamento che celebra il valore dell’inclusione e del talento cinematografico delle persone con disabilità.

Voci appassionate, storie autentiche, riflessioni potenti: la masterclass “Cinema e disabilità”, tenutasi al Milano Film Fest lo scorso 5 giugno 2025, nella prestigiosa cornice della Sala dei Pilastri al Castello Sforzesco, è stata un momento di confronto vivo e necessario su come il linguaggio cinematografico possa (e debba) abbracciare tutte le sfumature dell’esperienza umana.

A rappresentare il Festival del Cinema Nuovo, il vicepresidente di APS Romeo Della Bella Luigi Colombo ha introdotto il panel ricordando la peculiarità del nostro progetto: non film sulla disabilità, ma film con persone con disabilità protagoniste della narrazione, portatrici di uno sguardo nuovo sul mondo.

Accanto a lui, voci straordinarie come quella di Mirko Pajé, direttore artistico del Festival, che ha messo in luce il contrasto tra la rappresentazione plastificata e stereotipata della bellezza nei media commerciali e la forza autentica dei volti e dei corpi raccontati dal Festival del Cinema Nuovo. “Mostrare la disabilità senza filtri, senza giudizio, con lealtà”, ha sottolineato Pajé, “significa restituire dignità alla pluralità dell’essere umano e rompere il tabù del nascondere ciò che non è conforme”. Con uno sguardo lucido e poetico, Mirko ha invitato il pubblico a riflettere su cosa proviamo quando osserviamo un volto non convenzionale: dolcezza, pietà, empatia? “Il Festival”, ha ricordato “propone un’estetica nuova, dove la fragilità diventa bellezza e la diversità diventa linguaggio. Come in una delle recenti campagne visive, che recita: Storie. Senza limiti”.

E poi Anna Troiano, educatrice teatrale e regista, che ha condiviso un percorso ventennale fatto di relazione, corporeità ed emozione. “Quando due corpi si mettono in relazione, accade qualcosa. È lì che nasce il racconto,” ha affermato, sottolineando il potere trasformativo del teatro e del cinema come strumenti di consapevolezza e integrazione.

Antonio Palese, regista e storico collaboratore del Festival, ha ripercorso con sincerità e profondità la sua evoluzione artistica: “Non sono attori che interpretano la disabilità, sono attori con disabilità che raccontano il mondo.” Esperienze di teatro in carcere, cinema sperimentale, cortometraggi nati in sinergia con i territori: tutto concorre a una visione più ampia e autentica del fare cinema.

A chiudere l’incontro, le parole della giornalista Valentina Tomirotti hanno portato un’ulteriore chiave di lettura: “È incoraggiante vedere come alcuni cortometraggi oggi raccontino storie universali, in cui i personaggi sono anche persone con disabilità, ma non è quello il focus. Questo è un vero segnale di cambiamento.”

Tra emozioni, immagini e parole, la masterclass ha tracciato una linea chiara: raccontare la diversità non come eccezione, ma come parte integrante del reale. E il Festival del Cinema Nuovo continua a esserne testimone, ogni giorno, ogni storia, ogni fotogramma.

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